
|
I CERTOSINI
L’ordine dei certosini nacque nella Francia
meridionale fondato nel 1078 da San Brunone di Colonia. Sono monaci eremiti,
vivono lontani dal mondo in luoghi isolati e pregano per la maggior parte
del giorno e della notte.
Non erano numerosi, ma ognuno aveva un proprio
compito; c’era chi si dedicava alle attività manuali e chi a quelle
intellettuali. Osservavano il silenzio, non mangiavano carne, ma si cibavano
di quello che coltivavano, si vestivano con un saio bianco. Quando morivano
erano sepolti senza bara e il luogo della sepoltura era segnato da una
croce di legno senza nome. Uscivano dal monastero solo in casi eccezionali,
per portare aiuto alla popolazione bisognosa. Il corso della giornata era
scandito da momenti di preghiera comune. Si raccoglievano in chiesa otto
volte al giorno, al sorgere del sole (ora prima), a circa mezza mattinata
(ora terza), a mezzogiorno (ora sesta), verso la metà del pomeriggio
(ora nona) e al tramonto. L’ultima delle ore canoniche era la Compieta.
Intorno a mezzanotte i frati interrompevano il riposo per la preghiera
notturna, poi si alzavano nuovamente prima del sorgere del sole, per cantare
le lodi. La loro regola risale al 1223 ed è valida ancora oggi.
|
LA CERTOSA DI PADOVA
Il vescovo di Padova, Pietro Donato, morì
nella seconda metà del 1400 e lasciò in eredità 2.2000
ducati d’oro. I curatori testamentari decisero di lasciare l’eredità
ai certosini. I certosini giunsero a Padova nel 1451 e andarono a vivere
nell’ex monastero di San Bernardo, che prima era abitato da sette religiose.
Era situato fuori dalle mura medioevali. I monaci lo ampliarono e lo chiamarono
Certosa dei santi Girolamo e Bernardo.
Il monastero, nel 1509, durante la guerra
tra Venezia e la lega di Cambrai, fu raso al suolo dai Veneziani per motivi
strategici. Vi crearono delle difese. Per ricordare questo episodio venne
eretta una colonna nel luogo dove una volta c’era il monastero cistercense.
| LA CERTOSA DI VIGODARZERE.
Il capitolo generale dell'ordine dei certosini
decise di costruire un'altra Certosa nel terreno lasciato loro in eredità
dal Vescovo Donato .
I lavori iniziarono nel 1534 e furono diretti
dall'architetto A. Moroni (1500-1560) che era il direttore dei lavori della
Basilica di Santa Giustina.
I certosini abitarono nella Certosa dal 1550.
Nel 1560 A. Moroni morì e i lavori
proseguirono con l'architetto Andrea Da Valle (1500-1578).La chiesa era
finita come dimostra la data della consacrazione scolpita sopra l'acquasantiera.
Nel 1626 la Certosa era terminata e funzionante
e vicino c'era un castello, forse proprietà dell'antica Famiglia
padovana dei Vigodarzere.
I frati certosini condussero una vita tranquilla
dalla fine del 1500 e per tutto il 1600.
Nel 1968 il senato della repubblica veneta
rende legale una legge per la quale tutti i monasteri con meno di dodici
monaci diventarono proprietà della repubblica veneta.
La comunità della Certosa di Vigodarzere
era formata da cinque monaci.
La Certosa viene venduta a dei marchesi greci
e nel 1770 diventa proprietà di Antonio Zigno.
I De Zigno ricevettero lo stemma e il titolo
nobiliare nel 1800.
I De Zigno modificarono la Certosa per farla
diventare una villa di campagna estiva e demolirono una parte della chiesa.
Essi unirono la cella del priore al resto
dell'edificio estivo.
Ora la Certosa appartiene ai conti Passi perché
l'ultima erede dei De Zigno ha sposato un Passi.Bisogna ricordare che nel
corso dei secoli il fabbricato ha conosciuto situazioni difficili, ad esempio
durante la prima guerra mondiale (1915-1918) quando divenne una caserma
e nella seconda guerra mondiale quando fu usata come polveriera e poi servì
come casa per i senza tetto. |
|
Cosa rimane della Certosa.
Quando si entra si nota una costruzione rustica
di cui rimane un chiostro e resta solo una parte dove si trova una cantina.Normalmente
si entra nella Certosa da est. Delle antiche costruzioni rimane ancora
la chiesa, la quale, rispetto ad una volta è stata ridotta. Ne resta
solo la facciata dedicata ai santi Girolamo e Bernardo, decorata a sinistra
da un affresco in cui si nota la Madonna incinta. Ricordiamo anche il chiostro
che le gira attorno.
La pavimentazione del sacrato è a crociera
con quattro fessure per raccogliere l'acqua piovana.
L'interno della chiesa è stato trasformato
in tomba di famiglia dai De Zigno e si può vedere che nel centro
c'erano i sedili per le persone più ricche e sul lato destro c'era
una stanza separata per i poveri che volevano assistere alla messa.
Del chiostro minore restano solo due ali.
Passando al chiostro maggiore possiamo vedere che una parte è stata
abbattuta. Una delle quattro celle è stata demolita e la cella del
priore è stata inglobata nella villa estiva dei De Zigno. Sono rimaste
solo tre celle anche queste un po' cambiate in foresteria, cioè
in locali per alloggiare i forestieri.
Galleria
delle immagini
VISITATORI ILLUSTRI
La Certosa è stata visitata da persone
illustri, come Napoleone Bonaparte, il celebre generale e Lord Bayron,
l’importante poeta inglese.
A COSA POTREBBE SERVIRE LA CERTOSA
1 Museo storico.
2 Per tenere delle feste religiose.
3 Dopo un restauro, come luogo turistico.
4 Luogo di mercatino d’antiquariato.
5 Ristorante con piatti tradizionali.
6 Il parco giochi
7 Università di Vigodarzere.
8 Sede di concerti, manifestazioni.
|