4. Semantica dei mondi possibili: aspetti osservabili e stati di cose.

INTENZIONALITA' E INTENSIONE

Nel processo linguistico (o nel processo onirico) viene attuata una comunicazione di una serie di messaggi tra un destinante e un destinatario (o tra l' Altro e il Sé). Scopo del destinante (o dell' Altro) nella comunicazione è il mutamento dell' informazione pragmatica e quindi dell' atteggiamento proposizionale (intenzioni-aspettative relativi a stati di cose) del destinatario (o del Sé), il quale ultimo è un possibile agente di azioni-astensioni che interferiscono con eventi, cioè con transizioni tra stati di cose.

Ciò che costituisce il significato, interpretandolo, di un concetto relativo a un' entità individuale, una proprietà o una relazione (cioè di un aspetto osservabile o meglio 'concepibile') attraverso la 'trans world heir line' (TWA) è la sua intensione, cioè non un referente o una classe di referenti o di coppie ordinate di questi (cioè la sua estensione), ma l' intenzione o l' aspettativa ad essi connaturata.

Ad ogni variabile individuale, ad esempio, è associato uno spettro di individui, uno per ogni mondo possibile (o stato di cose), cioè una funzione che ha come dominio un insieme di mondi possibili e come codominio un insieme di entità individuali (o valori individuali). Tale funzione può essere concepita come un operatore, i mondi possibili del suo dominio come i suoi autostati (autovettori) e gli individui del suo codominio come i relativi autovalori. Ad ogni osservabile logico-linguistica è associata un' intensione, cioè lo spettro degli autovalori, e l' insieme degli autovettori costituisce l' insieme dei mondi possibili in cui l' operatore assume un valore esattamente definito.

L' effetto della comunicazione è di modificare l' intenzionalità (intenzione-aspettativa relativa a oggetti o individui) del destinatario, cioè di modificare lo spettro degli autovalori e degli autovettori dell' osservabile presa in considerazione come tema. Può accadere che sia modificato solo il sistema di riferimento dell' osservabile, cioè l' insieme degli stati di base, in modo da diagonalizzare la matrice che rappresenta l' intensione dell' operatore, così che in ognuno di questi stati l'operatore assuma uno degli autovalori del suo spettro. Ciò equivale ad assumere un particolare punto di vista (quello ad esempio di John che ritiene che) scegliendo un particolare sistema di riferimento.

Può darsi invece che il sistema di riferimento di John e di Jaakko non coincidano (ciò che l' uno ritiene sia vero non coincide con ciò che l' altro ritiene sia vero): in tal caso non vi è un insieme comune di mondi possibili in cui è data una particolare estensione di entrambi gli operatori, cioè i due operatori non commutano. E' allora essenziale distinguere tra destinante e destinatario, cioè quale dei due operatori opera per primo; il che equivale a dire: quale dei due soggetti assume l' iniziativa nella comunicazione, considerata come fare persuasivo orientato a fare in modo che il destinatario assuma il sistema di riferimento del destinante.

Può accadere che il destinatario non sia in grado di assumere il punto di vista del destinante, cioè non sia in grado di considerare insiemi di aspetti osservabili i cui operatori commutano con quelli del destinante; in tal caso la comunicazione risulta impossibile e si ha uno splitting tra i due soggetti della comunicazione stessa. E' probabile che lo splitting che è alla base della psicosi sia dovuto a una mancanza di comunicazione tra parti del Sé diverse nel tempo o che considerano aspetti diversi con diversi spettri di mondi possibili e controparti (nel caso di variabili individuali). Nel processo onirico, la non-commutazione degli operatori relativi alle diverse osservabili ha conseguenze che, sulla base di un principio di sovrapposizione degli stati, possono portare a fenomeni che fanno pensare alla condensazione del lavoro onirico descritta da Freud.

Scopo della comunicazione, sia interpersonale che intrapersonale, è dunque ampliare il sistema di osservabili che commutano tra loro, il cui sistema di autovalori e autovettori costituisce il sistema di riferimento, cioè il sistema di mondi possibili comuni al sistema di aspetti. La matrice che rappresenta tale operatore di sistema può essere diagonalizzata in tale sistema di riferimento; ciò vuol dire che si può stabilire una convenzione comune relativa agli autovalori, cioè all' insieme di valori possibili del sistema di aspetti. Lo sviluppo di un sistema rappresentativo degli individui e delle relazioni relativamente al quale è possibile stabilire una convenzione, un convenire tramite la comunicazione, cioè lo stabilire un sistema di riferimento comune, è essenziale allo sviluppo psichico. Tale sviluppo corrisponde all' aumento delle dimensioni di uno spazio semantico coerente.

E' evidente l' importanza della comunicazione tra psicotico e analista nella cura della psicosi: lo scopo è costituire uno spazio semantico coerente con un numero di dimensioni sufficientemente elevato. Ogni aumento delle dimensioni dello spazio semantico con l' introduzione di nuovi aspetti pone il problema della commutabilità di questi aspetti con quelli preesistenti, cioè dell' esistenza di un insieme di mondi possibili comuni a tutti gli aspetti.

Un modello di processo semiotico.

Comunicazione (scambio di una serie di messaggi in cui il destinante è volto a modificare l' informazione pragmatica del destinatario)
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Atteggiamento proposizionale (intenzione - aspettativa del destinatario relativa a stati di cose) o
Intensione (spettro degli auto-stati di cose e degli auto-valori individuali di operatori semiotici corrispondenti a insiemi di aspetti osservabili)
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Stato di cose complessivo (combinazione lineare di stati di cose, da cui gli operatori semiotici selezionano autovalori relativi ai propri autostati).


Mario De Paoli

5. Complementarità nella comunicazione di informazione.

1. La rappresentazione dei fenomeni: complementarità onda-particella.

Il tetravettore ( x , y , z , ict ) definisce il qui-ora di un punto materiale e rappresenta un fenomeno particellare, localizzato nello spazio e nel tempo; ad esso corrisponde, secondo la meccanica ondulatoria di Hamilton, il tetravettore delle grandezze coniugate ( px , py , pz , iE/c ). Il tetravettore ( kx , ky , kz , iw/c ) definisce la funzione y (r, ty0 cos ( k r - w t ) di un' onda armonica monocromatica e rappresenta una propagazione di energia, un fenomeno la cui estensione spazio-temporale è infinita. Il punto materiale e l' onda armonica monocromatica costituiscono le due rappresentazioni possibili, nell' ambito della fisica classica-relativistica, di un fenomeno elementare.

In base al teorema di Fourier, si può dimostrare che la sovrapposizione (in un mezzo lineare) di un' infinità non numerabile di onde armoniche monocromatiche, con pulsazione w e numero d' onda k compresi nell' intervallo Dw e Dk , aventi tutte la stessa velocità di propagazione v = w/k (mezzo non dispersivo), può dar luogo a un pacchetto d' onde, cioè a un' onda non periodica con estensione spazio-temporale finita. Si può inoltre dimostrare che vale la relazione Dw Dt = DkxDx = Dky Dy = DkzDz @ 1, da cui consegue che per Dw ® ¥ e Dk ® ¥ si ha Dt ® 0 e Dr ® 0 , e viceversa: la massima incertezza nella determinazione del tetravettore ( kx , ky , kz , iw/c ), il quale definisce un' onda armonica perfettamente monocromatica, comporta una perfetta determinazione del tetravettore ( x , y , z , ict ), il quale definisce il qui-ora di un punto materiale, e viceversa.

Il punto di partenza per la costruzione della meccanica quantistica è l' ipotesi di de Broglie. Essa afferma che, come la radiazione possiede, oltre alla natura ondulatoria anche una natura particellare, così la materia, oltre alla natura particellare, possiede una natura ondulatoria. Le relazioni di Einstein p = h k/2p , E = h w/2p che stabiliscono la corrispondenza  ( px , py , pz , iE/c ) « ( kx , ky , kz , iw/c ) fra fotoni e onde elettromagnetiche si devono poter applicare anche a una particella materiale, come ad esempio un elettrone. Secondo questa ipotesi, il duplice aspetto particellare e ondulatorio dei fenomeni è la manifestazione di una legge generale della natura. Born ha poi interpretato le onde di de Broglie associate alle particelle materiali come onde di probabilità, essendo  P = | y | 2DV Dt  la probabilità che la particella si trovi nel volume DV nell'intervallo di tempo Dt.

Assumendo l' ipotesi di Schrödinger che una particella materiale corrisponda a un pacchetto d' onde armoniche monocromatiche e combinando le relazioni tipiche dei pacchetti d' onde con le relazioni di de Broglie, si ottengono le relazioni di indeterminazione di Heisenberg DE Dt = DpxDx = Dpy Dy = DpzDz @ h/2p. Secondo tali relazioni non è possibile un' operazione di misura che permetta di determinare contemporaneamente l' energia posseduta in un dato istante e l' istante stesso o la quantità di moto e la posizione di una particella con un grado di precisione grande a piacere: una precisa determinazione del tetravettore ( x , y , z , ict ) comporta una forte indeterminazione del tetravettore ( px , py , pz , iE/c ), e viceversa. Il quanto di azione h esprime l' ordine di grandezza dell' incertezza nella determinazione di coppie di variabili coniugate nello spazio degli stati (v. Fig. 1).

Il principio d' indeterminazione di Heisenberg è in accordo con il principio di complementarità di Bohr secondo il quale l' aspetto particellare e quello ondulatorio sono due fenomeni complementari e incompatibili fra loro: i processi naturali presentano all' osservatore ora uno ora l'altro aspetto, secondo l' apparato sperimentale usato per la misurazione, e ogni esperimento volto a osservare un aspetto preclude la possibilità di osservare l'altro.

2. Il simbolico: conflitto tra due modi di considerare l' identità di un essere.

Secondo il mio punto di vista, il simbolico trae origine dal conflitto tra due modi radicalmente diversi di considerare l' identità di un essere:
1. Per un essere concreto, materiale, l' identità può essere definita semplicemente mediante il dominio (connesso) di spazio-tempo che tale essere occupa. Infatti due oggetti materiali sono l' un l' altro impenetrabili, come ad esmpio due solidi. Così l' identità di un uomo (il suo nome) può considerarsi definita mediante la localizzazione spazio-temporale del dominio occupato dal suo corpo. (L' identità "civile" riduce tale localizzazione al luogo e alla data di nascita).
2. Per un essere astratto, come ad esmpio una qualità, l' identità non riposa più su una base spaziale. Lo stesso colore, ad esempio il verde, può trovarsi contemporaneamente in due luoghi diversi dello spazio; la definizione stessa della qualità è totalmente indipendente dalla localizzazione spazio-temporale degli oggetti che la posseggono. Qui l' identità è di natura semantica, fa appello alla "comprensione" di un concetto.

Dal momento in cui la "qualità d' essere", lo statuto ontologico che viene accordato a un essere è più di natura semantica che di natura spaziale, niente vieta che quest' essere possa comparire simultaneamente - con apparenze per altro diverse - in luoghi distinti dello spazio. Donde i fatti di partecipazione che Lévy-Bruhl aveva qualificato prelogici ma che, in effetti, si spiegano molto semplicemente nel quadro di una logica "intensiva", che pone maggiormente l' accento sulla comprensione dei concetti che non sulla loro estensione, in opposizione alla logica moderna. Dal conflitto, dalla dialettica tra questi due criteri d' identità nasce l' immaginario. Senza dubbio, dal nostro punto di vista "moderno", la differenza tra i due criteri d' identità si trova fin d' ora messa in luce dalla grammatica. Gli esseri del primo tipo, la cui identità è di natura spaziale, sono designati necessariamente con sostantivi, quelli del secondo tipo possono essere designati con aggettivi.
(René Thom, Stabilità strutturale e morfogenesi, Einaudi, Torino 1980, pp. 328-29)

3. I segni nelle proposizioni: complementarità predicato-soggetto.

Nessuna cognizione e nessun Segno è preciso in modo assoluto... E l' indefinitezza è di due tipi: indefinitezza riguardo all' Oggetto del Segno, e indefinitezza riguardo all' Interpretante, ovvero indefinitezza in Estensione e in Profondità... Una Proposizione ordinaria riesce a veicolare ingegnosamente una nuova informazione attraverso Segni la cui virtù di comunicare dipende interamente dalla familiarità dell' interprete con essi Segni; e ciò avviene attraverso un "Predicato", cioè un termine esplicitamente indefinito in estensione, e che definisce la sua estensione per mezzo di "Soggetti", ovvero termini la cui estensione è in una certa misura definita, ma la cui profondità informativa... è indefinita, mentre per converso la profondità dei Soggetti è in una ceta misura definita dal Predicato. Un Predicato può essere: non-relativo, ovvero una monade, quando è esplicitamente indefinito sotto un solo aspetto estensionale, come a esempio "nero"; relativo diadico o diade, come a esempio "uccide"; relativo poliadico, come a esempio "dà"... Si osservi che sotto il termine "Soggetto" io includo non soltanto il soggetto nominativo ma anche quanto i grammatici chiamano oggetto, diretto o indiretto, insieme, a volte, a nomi retti da preposizioni.
( C. S. Peirce, Semiotica, Einaudi, Torino 1980, pp. 236-37 )

4. Teoria funzionale del linguaggio: funzione semantica e predicazione nucleare.

Secondo la grammatica funzionale, l' esplicazione della funzione semantica del linguaggio in vista della funzione pragmatica della comunicazione consiste, in primo luogo, nell' etichettare le proprietà e le relazioni salienti mediante predicati e le entità individuali determinate mediante termini, in secondo luogo, nel combinare tra loro in modo ricorsivo termini e predicati per costituire la funzione semantica della predicazione.

Al livello più elementare (o nucleare), la rappresentazione semantica di uno stato di cose in vista della comunicazione è quindi attuata tramite la predicazione nucleare, la quale consiste nella composizione dei due atti semantici elementari del riferire e del predicare:

La possibilità della rappresentazione semantica di stati di cose caratterizzati dalla condensazione di una ricca varietà di relazioni, di proprietà e di entità individuali è dovuta al fatto che la predicazione ha una struttura combinatoria tipicamente ricorsiva che riproduce e sviluppa la combinazione ricorsiva di categorizzazioni concettuali che caratterizza la concezione degli stati di cose.

Ciò significa, in primo luogo, che un predicato non è una costante, ma è concepito più astrattamente come una cornice predicativa, cioè come funzione di una, due o al massimo tre variabili, le quali indicano i posti argomentali, cioè gli spazi in cui possono essere inseriti, sulla base di alcune selezioni restrittive di tipo semantico, termini specifici. Ad esempio, il predicato ' dare ' è concepito come una cornice predicativa a tre posti argomentali, cioè come una funzione f ( x1, x2, x3 ) del tipo

dare ( x1 )Ag ( x2 )Go ( x3)Ric ,
dove nel primo posto argomentale può essere inserito un termine con la funzione semantica di Agente, nel secondo un termine con la funzione semantica di Goal, nel terzo un termine con la funzione semantica di Ricevente.

L' inserimento di un termine specifico in uno o due posti argomentali, cioè la sostituzione di una o due variabili individuali xi con una costante, trasforma la cornice predicativa f ( x1, x2, x3 ) rispettivamente nella rappresentazione semantica f ( x1, x2 ) di una relazione tra due entità individuali o nella rappresentazione semantica f ( x1) di una proprietà di un' entità individuale. Ad esempio,

dare ( x1 )Ag ( un libro )Go ( x3)Ric
è un predicato che rappresenta la relazione tra un Agente e un Ricevente f ( x1, x2 ) di ' dare un libro ', mentre
dare ( Anna )Ag ( x2)Go ( Gianni )Ric
è un predicato che rappresenta la proprietà di un Goal f ( x2 ) di ' essere dato da Anna a Gianni '.

L' inserimento di un termine specifico in ciascuno dei posti argomentali, cioè la sostituzione di ciascuna variabile con una costante, saturando la funzione semantica della cornice predicativa, la trasforma infine nella predicazione nucleare. Così

dare ( Anna )Ag ( un libro)Go ( Gianni )Ric
è un predicazione che rappresenta lo stato di cose ' Anna dà un libro a Gianni '.

In secondo luogo, un termine è una costante elementare solo nel caso in cui esso sia un nome proprio o un pronome; in generale un termine è un pacchetto di predicati, cioè una struttura del tipo ( x: f1 (x): f2 (x): ... ) costituita da una successione virtualmente illimitata di predicati fi (x), i quali sono le rappresentazioni semantiche di quelle proprietà che, mediante successive restrizioni, determinano l' entità individuale x a cui il termine si riferisce. A esempio,

( x: donna ( x ): alta ( x ): amare ( x )Ag ( Gianni )Go )
è un termine che rappresenta un' entità individuale x determinata dalle proprietà di ' essere donna ', di ' essere alta ' e di ' amare Gianni '.

Le cornici predicative costituiscono dunque gli elementi base della semantica, in quanto:

1. possono essere trasformate in rappresentazioni fi (x) di proprietà, le quali
2. sono gli elementi costitutivi dei termini, i quali
3. possono essere sostituiti al posto di variabili in cornici predicative, le quali
1. oppure, se saturate
4. possono essere trasformate in predicazioni ( nucleari ).
E' evidente, a questo punto, quel carattere di combinazione ricorsiva delle cornici predicative che conferisce alla predicazione nucleare una capacità virtualmente illimitata di rappresentazione semantica di stati di cose.



Mario De Paoli