V. SISTEMI ASSIOMATICI FORMALI E MODELLI INTERPRETATIVI:
MODALITA' E ATTEGGIAMENTO PROPOSIZIONALE.
1. Autonomizzazione dalla realtà e fondamenti della matematica.
Autonomizzazione della matematica dalla realtà.
-
Uno degli avvenimenti più significativi della storia della matematica
del XIX secolo fu l' acquisizione di una nuova concezione del rapporto
fra matematica e natura. Descartes, Newton, Leibniz e Euler credevano
che le astrazioni matematiche fossero la forma ideale degli oggetti e dei
processi reali e ritenevano di aver svelato con il loro lavoro il disegno
matematico dell' universo. Ma gradualmente e involontariamente i matematici
iniziarono a introdurre concetti che avevano scarso significato geometrico
o aritmetico e scarso rapporto con l' intuizione e la percezione immediata.
La rappresentazione dei numeri negativi sulla retta e dei numeri complessi
sul piano aveva contibuito a rendere intuitive le nuove entità ,
ma l' introduzione del tempo come una quarta dimensione e dello spazio
delle configurazioni n-dimensionale di un sistema dinamico, degli ipernumeri
e delle geometrie n-dimensionali, delle geometrie non euclidee e delle
varietà n-dimensionali, delle funzioni non rappresentabili geometricamente,
dei numeri irrazionali e dei numeri transfiniti produsse un divario crescente
fra matematica e realtà. Lo sviluppo di algebre formali, pure combinazioni
di simboli privi di significato aritmetico, e di geometrie non intuitive,
svincolate da ogni rappresentazione nello spazio fisico tridimensionale,
rese necessario riconoscere che la matematica è una creazione umana
relativamente libera e dall' apparenza arbitraria, piuttosto che una idealizzazione
dei processi naturali derivata unicamente dai dati della realtà.
-
La scoperta che la matematica non è un corpo di verità sul
mondo reale pose il problema dei suoi fondamenti e della coerenza
delle sue branche principali. Le dimostrazioni della coerenza della
geometria, dell' algebra e dell'analisi vennero ricondotte alla dimostrazione
della coerenza dell' aritmetica, della teoria degli insiemi e della stessa
logica. Per garantire alla matematica una qualche verità e oggettività,
alcuni studiosi adottarono la concezione, di origine platonica, che i concetti
matematici non sono dei prodotti della mente umana, ma esistono indipendentemente
da questa con gli stessi caratteri di necessarietà degli oggetti
della realtà esterna. Altri studiosi, partendo dalla constatazione
che le teorie matematiche prodotte fino allora dovevano storicamente molto
ai suggerimenti forniti dalla natura e si dimostravano utili per rappresentarne
le proprietà, pensavano che le nuove teorie prodotte dalla mente
umana avrebbero potuto essere un' anticipazione di nuove proprietà
della natura e che si sarebbero potute dimostrate utili per rappresentarle.
In ogni caso, seguendo la sua tendenza all' astrazione e alla generalizzazione,
la matematica si era ormai distaccata dal mondo reale e dalle scienze della
natura e ricercava le basi su cui fondare la propria autonomia.
Autonomizzazione
della lirica moderna dalla realtà
Fondamenti logici della matematica:
i) Logica matematica: Frege e Russell.
-
Verso la fine del XIX secolo era iniziato il movimento di assiomatizzazione
della matematica: numerosi studiosi avevano incominciato a rivedere i fondamenti
logici dei vari rami della matematica ma, nel considerare i rapporti fra
matematica e logica, alcuni di essi si accorsero che la logica impiegata
dalla matematica non poteva essere data per scontata. Nella Begriffsschrift
(1987)
Frege dava una fondazione assiomatica della logica matematica
sviluppando il calcolo delle classi iniziato da Boole ed estendendendolo
alle relazioni: come Peirce e indipendentemente da questi, egli distingueva
fra una proposizione e una funzione proposizionale a una o due variabili
vincolate da quantificatori, i quali indicano il dominio della o delle
variabili per cui la funzione proposizionale è vera. Frege introduceva
il concetto di implicazione materiale e la distinzione fra l' enunciato
di una proposizione e l' affermazione della sua verità. In Die
Grundlagen der Arithmetik (1884), egli si accinse poi a lavorare al
suo vero scopo: costruire la matematica come un' estensione della logica.
Egli cercò di fondare l' aritmetica sulla teoria degli insiemi,
ma si imbattè nei paradossi di quest' ultima.
-
Mentre Poincaré e un gruppo di matematici appartenenti alla
scuola di pensiero intuizionista tentavano un approccio alla matematica
del tutto differente, mentre Hilbert fondava la scuola formalista incominciando
a formulare una propria fondazione sistematica della matematica, il programma
di Frege di fondare la matematica sulla logica venne ripreso
da Russell (1903) e dalla scuola logicista. Nei Principia Mathematica
(1910), scritto in collaborazione con Whitehead, Russell introduceva le
nozioni indefinite di proposizione, funzione proposizionale, affermazione
e negazione di una proposizione e disgiunzione di due proposizioni e definiva
la congiunzione e l' implicazione fra proposizioni; egli poi introduceva
alcuni postulati logici ( fra cui il modus ponens ) la cui indipendenza
e coerenza non poteva essere dimostrata e da questi passava a dedurre teoremi
di logica ( fra cui le regole sillogistiche ). Una funzione proposizionale
indica la classe di tutti gli oggetti che godono di una determinata proprietà:
la funzione è di tipo 0 se si applica a entità individuali,
è di tipo 1 se si applica a entità individuali o a funzioni
di tipo 0, in generale è di tipo n+1 se le sue variabili sono di
tipo minore o uguale a n. La teoria dei tipi evita i paradossi della teoria
degli insiemi distinguendo una gerarchia di funzioni proposizionali, ma
la sua elaborazione risulta eccessivamente complicata. Russell, seguendo
Frege, definisce poi il numero cardinale di una classe come la classe di
tutte le classi simili alla classe data. A partire dai numeri cardinali,
è possibile infine costruire il sistema dei numeri reali e complessi,
le funzioni e di fatto tutta l' analisi; la geometria può essere
derivata dall'aritmetica con il metodo delle coordinate. Russell ha portato
a termine un' assiomatizzazione della logica in forma simbolica e ha dato
un enorme contributo allo sviluppo della logica matematica, ma la sua fondazione
logica della matematica ha ricevuto serie critiche: se la matematica fosse
una scienza formale puramente deduttiva i cui teoremi seguono dalle
leggi del pensiero, essa non potrebbe fornire informazione con l' introduzione
di nuovi concetti nè trovare una rappresentazione in una varietà
di fenomeni naturali: essa si ridurrebbe a una pura tautologia priva di
significato.
ii) Filosofia e logica intuizionista: Poincaré
e Brouwer.
-
Come nel caso del logicismo, la filosofia intuizionista nacque
con il movimento di assiomatizzazione della matematica della fine del XIX
secolo e il suo sviluppo fu stimolato dalla scoperta dei paradossi della
teoria degli insiemi. Il primo importante intuizionista fu Poincaré:
egli si oppose decisamente alla teoria ingenua degli insiemi di Cantor
in quanto sorgente di paradossi e criticò l' assioma della scelta
della teoria assiomatizzata di Zermelo perché richiedeva un' infinità
non numerabile di scelte. Hadamard e Lebesgue (1905) andarono oltre nella
critica affermando che anche un' infinità numerabile di scelte sarebbe
impossibile sia a concepirsi che ad essere effettivamente realizzata. Poincaré
asseriva inoltre che la nostra intuizione precede ogni fondazione assiomatica
dell' aritmetica e che i tentativi dei logicisti di fondare la matematica
sulla logica avrebbero ridotto la matematica a un' immensa tautologia.
-
Brouwer (1918) diede la prima esposizione sistematica della filosofia intuizionista:
egli asserì che la logica non è uno strumento per scoprire
delle verità, ma un linguaggio atto a rappresentarle e a comunicarle;
i principi logici sono soltanto le regolarità osservate a posteriori
nel linguaggio. La matematica non poggia sulla logica né sull' esperienza,
ma sull' intuizione: l' astrazione della forma vuota del contenuto comune
a tutte le dualità che risultano dal passare del tempo diviene l'
intuizione originaria della matematica. La possibilità della ripetizione
illimitata della forma vuota, il passo da n a n + 1, conduce agli insiemi
potenzialmente infiniti di Aristotele, non agli insiemi infiniti in atto
di Cantor, in cui tutti gli enti sono presenti 'contemporaneamente'. Brouwer
asserì poi che non tutti i principi logici sanciti fin dal tempo
di Aristotele sono accettabili dall' intuizione matematica: il principio
del terzo escluso, essenziale per il metodo indiretto di dimostrazione,
produce antinomie se applicato ad insiemi infiniti. Nel caso di insiemi
( potenzialmente ) infiniti esistono delle proposizioni che non sono né
vere né false, ma indecidibili: se definiamo la k-esima posizione
dell' allineamento decimale di p come la posizione del primo zero che è
seguito dagli interi 1 ... 9, non saremo mai in grado di dimostrare se
k esiste. Brouwer e la sua scuola esigevano un metodo per costruire o definire
in un numero finito di passi ogni concetto di cui si stabilisse l' esistenza:
essi escludevano sia insiemi infiniti in atto che ogni concetto la cui
esistenza fosse stabilita mediante un metodo indiretto di dimostrazione.
Weil (1949) disse che le dimostrazioni non costruttive di esistenza informano
il mondo dell' esistenza di un tesoro senza svelarne la posizione e che
aderire alla filosofia ituizionista significa abbandonare i teoremi di
esistenza dell' analisi di Bolzano e Weierstrass. Brouwer e Weil sono riusciti
a ricostruire solo parti elementari dell' algebra, della geometria e dell'
analisi basandosi sulle costruzioni da loro accettate, e le loro dimostrazioni
sono molto complicate.
iii) Sistemi formali e metamatematica: Hilbert e
Godel.
-
La filosofia formalista fu il terzo fra i principali indirizzi di pensiero
che nacque con il movimento di assiomatizzazione della matematica della
fine del XIX secolo e il cui sviluppo fu stimolato dalla scoperta dei paradossi
della teoria degli insiemi. Hilbert, il fondatore della scuola formalista,
asserì che ciascuna disciplina matematica deve avere una propria
fondazione assiomatica e che la matematica è una collezione
di sistemi formali, ciascuno con le proprie definizioni, i propri
assiomi, le proprie regole di deduzione e i propri teoremi. Gli oggetti
dei sistemi formali sono i simboli matematici stessi svuotati di ogni significato:
essi non rappresentano più oggetti fisici idealizzati; gli enunciati
sono tradotti in formule costituite da una combinazione di simboli ed i
ragionamenti deduttivi consistono nel derivare formule applicando regole
formali di manipolazione ai simboli di formule stabilite in precedenza:
una proposizione è vera se e solo se è un assioma del sistema
formale o è derivabile da altre proposizioni per mezzo delle regole
formali. Hilbert utilizzo il simbolismo della logica matematica sviluppata
da Frege e Russel e applicò le regole della logica Aristotelica
asserendo che proibire a un matematico l' uso del principio del terzo escluso
è come proibire a un astronomo l' uso del telescopio; egli inoltre
accettò le dimostrazioni indirette di esistenza e gli insiemi infiniti
in atto, accusando gli intuizionisti di promulgare un embargo nei confronti
della parte più creativa della matematica.
-
Hilbert e i suoi allievi Ackermann, Bernays e von Neumann giunsero gradualmente,
negli anni fra il 1920 e il 1930, a un metodo per dimostrare la coerenza
di ogni sistema formale, noto come metamatematica. Hilbert
proponeva di usare nella metamatematica una logica diversa da quella usata
nei sistemi formali della matematica, che fosse libera da tutte le obiezioni
e utilizzasse solo metodi di dimostrazione costruttivi e finitisti vicini
ai principi intuizionisti ( evitando le dimostrazioni indirette di esistenza,
l' induzione transfinita e l' assioma della scelta ). Poichè la
coerenza di una parte fondamentale della matematica poteva essere ridotta
a quella dell' aritmetica dei numeri naturali o di una teoria degli insiemi
abbastanza ricca da implicare gli assiomi di Peano, Hilbert e la sua scuola
si accinsero a dimostrare la coerenza dell' aritmetica e della teoria
degli insiemi.
-
L' ambizioso programma della scuola formalista di assiomatizzare l' intera
matematica fu però messo radicalmente in discussione da due sconcertanti
teoremi
di Godel (1931). Il primo teorema dimostrava che la coerenza di
una teoria che comprenda la logica formale e l' aritmetica non può
essere stabilita all' interno della teoria stessa. Esso era un corollario
di un secondo teorema che dimostrava che se una teoria T è coerente
e se T comprende tra i suoi teoremi gli assiomi del sistema formale dell'
aritmetica allora T è incompleta: nella teoria c' è un enunciato
S tale che né S né non-S è un teorema della teoria;
quindi nella teoria c' è un enunciato vero che non è dimostrabile.
Il teorema di incompletezza di Godel si applica alla teoria assiomatica
degli insiemi di Zermelo, al sistema logico-matematico di Russell e alla
assiomatizzazione della teoria dei numeri di Hilbert; esso implica che
nessun sistema formale coerente può includere una qualsiasi branca
significativa della matematica in quanto esistono enunciati che non possono
essere dimostrati al suo interno ma di cui si può dimostrare la
verità per mezzo di argomentazioni non formali. Indebolendo le restizioni
imposte ai metodi dimostativi della metamatematica e usando l' induzione
transfinita, Gentzen (1936) riuscì a stabilire la coerenza della
teoria dei numeri e di parti ristrette dell' analisi; Godel (1940) poi
dimostrò che se il sistema assiomatico di Zermelo privo dell' assioma
della scelta è coerente, allora il sistema ottenuto aggiungendo
questo assioma è coerente.
-
Tutti gli sviluppi a partire dal 1930 lasciano aperti due poblemi fondamentali:
i) la dimostrazione della coerenza dell' analisi priva di restrizioni e
della teoria degli insiemi, ii) la costruzione della metamatematica su
una base intuizionista o la determinazione dei limiti di questo approccio.
Poichè la fonte delle difficoltà in entrambi i problemi è
l' uso di insiemi e di processi infiniti, Weil osservò che la matematica
è la scienza dell' infinito. La matematica è nata su una
base intuitiva ed empirica; l' esigenza di rigore logico è stata
introdotta dai greci, ma di fatto non è stata rispettata fino al
XIX secolo, epoca in cui si ripresentò l' esigenza di una fondazione
logica della matematica. Gli sforzi per perseguire il rigore hanno però
condotto a un' impasse, nonostante i tentativi più recenti
del gruppo di matematici che scrive con lo pseudonimo di Bourbaki (1949)
di dare una fondazione coerente alle strutture fondamentali della matematica
( d' ordine, topologiche e algebriche ): la matematica rimane viva e vitale,
ma solo su una base pragmatica. Lo stato attuale della matematica
è stato ben descritto da Weil (1944): 'La questione dei fondamenti
ultimi e del significato ultimo della matematica rimane aperta... La matematizzazione
può ben essere un' attività creativa dell'uomo... le cui
decisioni storiche sfuggono a una completa razionalizzazione oggettiva'.
Rielaborazione di brani scelti da: M. Kline, Storia
del pensiero matematico, Einaudi, Torino 1991, vol. I, cap.: 43; 51.