EMIGRAZIONE IN EUROPA
ieri e oggi

         FINO ALLA META' DEGLI ANNI 70

        Gli immigrati che arrivavano nei Paesi più ricchi d'Europa provenivano dagli stati più poveri del continente, come la Spagna, l'Italia meridionale, la Iugoslavia.
        I disoccupati erano chiamati a lavorare nelle fabbriche dei Paesi più sviluppati economicamente.
        Coloro che arrivavano in questi Paesi trovavano abbastanza facilmente un lavoro abbastanza sicuro e quindi potevano affittare una casa da affittare, mandare i figli a scuola e godere di un'assistenza sanitaria.
        Gli immigrati erano quasi sempre privi di qualifica professionale e spesso semianalfabeti.

        DALLA SECONDA META' DEGLI ANNI SETTANTA

        Oggi gli immigrati sono extracomunitari, provengono da Paesi dell'Europa dell'est e da quasi tutti gli altri continenti.
        Gli immigrati non lavorano quasi più nelle fabbriche, ma nelle campagne per la raccolta del pomodoro, della frutta, etc; per le strade vendono borse, portafogli, bracciali, fiori e puliscono i vetri delle automobili. Se lavorano nelle fabbriche svolgono lavori altamente nocivi, come quelli nelle industrie conciarie della provincia di Vicenza, lavori che, ormai, gli italiani non sono più disposti a fare.
        Gli immigrati extracomunitari faticano a trovare un lavoro regolare e perciò non trovano casa, non godono di assistenza sanitaria e, non potendo ottenere il permesso di soggiorno, non possono ricongiungersi alle loro famiglie.
        Numerosi sono gli immigrati diplomati o laureati o che parlano più lingue.
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