SI FERMANO I FLUSSI MIGRATORI

        Durante il periodo del fascismo e della Seconda guerra mondiale i flussi migratori italiani si fermano. Il fascismo blocca l'emigrazione e pianifica forme di migrazione interna di braccianti disoccupati che vanno a bonificare alcune zone paludose del nostro Paese. Inoltre conquista territori in Africa, dove, si pensa, i disoccupati italiani potranno trovare lavoro coltivando la terra.
        Quando scoppia la guerra poi, gli uomini trovano 'occupazione' come soldati o come operai nelle fabbriche di armi.
        In questo periodo c'è un nuovo tipo di 'emigrazione': i dissidenti (antifascisti) sono costretti a scappare, a rifugiarsi all'estero.
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