Roberto Zaniolo è nato a Galliera Veneta (PD) nel 1953. È insegnante di iconografia presso il “Centro Territoriale Permanente per l’Istruzione e la Formazione degli Adulti” della Scuola Secondaria di I° Grado “L. Pierobon” di Cittadella.
Dal 1987 frequenta corsi di iconografia e da diversi anni organizza egli stesso corsi presso il Santuario Basilica dei SS.Vittore e Corona a Feltre; presso il C.T.P. di Cittadella e, dal 2006, presso i Carmelitani
Scalzi di Venezia.
Dal 1995 collabora con il maestro russo Alek’sandr Stalnov.
Oltre all’iconografia su tavola, esegue lavori a parete su edifici per il culto (chiese e capitelli) e, ultimo, l’entrata principale del cimitero di Galliera Veneta.
“Vent’anni fa, toccando il minimo nella mia vita ho ritrovato il massimo di quello che cercavo: la fede attraverso un incontro fondamentale con i piccoli fratelli di Spello e in particolare con Carlo Carretto, vivendo poi con loro uno straordinario anno sabbatico. Attraverso questo nuovo inizio ho scoperto la sacralità dell’icona che in me ha messo insieme la passione di sempre per l’arte con un percorrere la vita con Cristo come opzione fondamentale. Di fronte a certe brutture infinite della vita, ancora, e sempre di più oggi, cerco di valorizzare quel talento che mi è stato donato e affidato per manifestare, con la “bellezza” dell’icona, il valore della vita e dell’amore che può e deve nascere tra gli uomini. E tra gli uomini e il loro Creatore.”
SEGNI DI SPERANZA A UN PASSO DALL’INFERN0
L’icona è arte bella ma anche spiritualità espressa.
E’ materia della terra dell’uomo ed è cielo
rivelato attraverso questa.
E’ antitesi alla follia umana.
E’ speranza nella sua redenzione.
E’ riscatto al suo grigiore.
Come la bellezza che rivela, porta un serio
contributo alla salvezza dell’umanità.
L’icona nasce su questa terra, come fioritura
di primavera, con una miriade di colori
che inneggiano alla vita, trasformandola
in un campo di speranza e fraternità,
trasformandola in un campo di Dio.
Dedicata al piccolo Tommaso e a tutti i bambini
Galliera Veneta, 05/04/2006
|